Le modifiche introdotte in materia di governo societario, che sono state sottoposte a consultazione pubblica nel dicembre 2020, sono volte a rafforzare gli assetti di governance delle banche italiane e a tener conto dell’evoluzione degli indirizzi europei (direttiva cd. CRD V e Guidelines EBA).Tra le novità c’è l’introduzione di una quota minima di genere del 33% negli organi di amministrazione e controllo delle banche, da attuare entro tempistiche diversificate a seconda delle dimensioni delle banche.Le nuove disposizioni prevedono anche l’innalzamento da 3,5 a 5 miliardi di euro della soglia di attivo utile per la definizione di banca di “minori dimensioni o complessità operativa”. Le modifiche introdotte incidono anche su altri aspetti: annoverano tra i  temi di rilevanza strategica le decisioni su alcune materie (Fintech; fattori ambientali, sociali e di governance – ESG; politiche di funding); richiedono l’adozione di standard etici per tutto il personale; rafforzano alcuni presidi di controllo; prevedono l’adozione di politiche per la gestione del dialogo tra amministratori e azionisti. Alle banche si richiede, infine, di adeguarsi ad una specifica previsione della CRD V in materia di finanziamenti agli esponenti e alle loro parti correlate

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